Il Qi Gong per bambini e famiglie a cura di Roberto Risi
Il Qi Gong è una disciplina della Medicina Tradizionale Cinese.
Il suo nome vuol dire in cinese “coltivare l’energia” ed è basata sul respiro, su sequenze di movimenti e sull’emissione di suoni.
Attraverso i secoli è stata impiegata per curare disturbi, per calmare lo Spirito, per prepararsi alla meditazione oppure alle battaglie.
Alla base c’è la teoria dei Meridiani e dei punti di agopuntura che vengono “stimolati” durante gli esercizi e portano ad un “riequilibrio energetico” cioè del Qi dell’organismo. La pratica del Qi Gong conduce a uno stato di naturalezza in cui si raggiunge il suo scopo, cioè il fluire ordinato del Qi. In altre parole, si possono superare blocchi muscolari e psicologici: paure, remore, stati di ansietà e di eccitazione diffusi a tutte le età.
Sempre più numerose sono le esperienze con praticanti in età scolare, sia primaria che secondaria, quindi nella fascia d’età tra 5 e 13 anni condotte con successo e soddisfazione.
I bambini e i ragazzi sono risultati molto ricettivi al Qi Gong che può essere praticato in maniera divertente.
Secondo la Medicina Cinese bambini e ragazzi sono ricchissimi di Qi, cioè di energia, che fanno fatica a regolare. Ciò può comportare irrequietezza e disturbi dell’umore, insonnia e irritabilità. Gli effetti della pratica sono stati analizzati in due piccoli studi che ne hanno valutato l’efficacia in ambito scolastico (1).
Gli studenti che hanno partecipato alle lezioni per alcuni mesi avevano sviluppato più concentrazione e una migliore reazione agli stress scolastici.
Le lezioni possono essere frequentate anche dai genitori che condividono le sessioni di pratica.
La mia esperienza, seppur piccola, con bambini della scuola primaria è stata veramente appagante. Con i piccoli è stato facile trovare subito un’intesa proponendo la pratica in maniera giocosa.
Un gioco sì, ma rispettando le regole più importanti del Qi Gong.
Innanzitutto la “presenza”, cioè essere completamente in quel che si fa. L’attenzione è raramente mancata, anzi le domande dei piccoli sono state pertinenti e le loro reazioni appropriate. La naturale capacità di apprendimento basata sull’emulazione, la curiosità e il “vigore” energetico sono stati elementi importanti per praticare insieme in un’atmosfera giocosa tesa a stimolare l’immaginario, in sintonia con gli antichi taoisti che hanno dati nomi poetici, ma ricchi di significato, alle figure praticate:
il Drago rosso che serve il tè, il fiore che germoglia, la posizione del cavaliere. L’emulazione degli animali è stata molto apprezzata.
Abbiamo imitato la camminata dell’orso, il volo dell’uccello e la tigre che va a caccia.
Il riscaldamento è stato realizzato con la tecnica del “Tapping”,percussione lieve con i polpastrelli sulle aree degli organi corporei, polmone, cuore, fegato e reni stimolando la visualizzazione corporea e pronunciando i “cinque suoni meravigliosi”, pratica molto raffinata in cui si sfrutta l’emissione del suono corrispondente a un organo specifico per tonificarlo. Al termine i piccoli praticanti apparivano gioiosi, ma allo stesso tempo pronti e concentrati per partecipare ai laboratori di disegno e pittura.
Nel tempo attuale cui tutti, grandi e piccoli, sono sommersi da stimoli continui che allontanano dalla essenza più intima, con il Qi Gong si può costruire il proprio spazio di silenzio interiore.
Per dirla usando le immagini del Taoismo, in un mondo in cui domina l’eccesso di Pieno, ognuno può trovare il bilanciamento coltivando il Vuoto dentro di sè.
Questo vale per tutti, per i grandi che lo praticano consapevolmente, ma anche per i più piccoli che possono assaporare questa condizione per poi riconoscerla e coltivarla in età adulta.
